DISCLAIMER: Le opinioni espresse in questo articolo riflettono unicamente la posizione personale dell’autore/autrice.

Si sprecano in questi giorni i commenti sull’elezione di Milei in Argentina. Non starò qui a riprendere le argomentazioni di chi lo vede come un salvatore dalle degenerazioni di un peronismo clientelare assurto a sistema corporativo, protezionistico e consociativo e chi sottolinea il pericoloso radicalismo e l’apparente follia di alcune sue affermazioni.

Quello che m’interessa è mettere in evidenza come Milei possa essere interessato ad una particolare forma d’integrazione monetaria in America del Sud (e Centrale?). Come è noto, Lula aveva lanciato qualche mese fa l’idea di un percorso comune d’integrazione monetaria fra i due paesi, sotto l’egida di una nuova moneta, il sur. Una moneta parallela che, come l’ecu, avrebbe dovuto imporsi progressivamente sul mercato grazie alla sua maggiore credibilità e stabilità.

Gli slogan lanciati da Milei riguardo alla moneta non solo non sono in contrasto con questa prospettiva, ma vanno esattamente in questa direzione. La dollarizzazione dell’economia argentina, che peraltro è già nei fatti un’evidenza, ha come scopo stabilizzare il valore dell’unità di conto del sistema economico argentino. Così come l’idea di abolire la Banca Centrale è spinta dalla necessità di evitare un aumento esponenziale della moneta locale (il peso) in circolazione per servire gli appetiti della classe politica. I suoi sistematici riferimenti intellettuali all’economista Friedrich von Hayek, campione del neoliberismo, suggeriscono poi che la soluzione di una moneta parallela, in cui sia il mercato a decretarne la forza (classica idea di Hayek), potrebbe essergli gradita.

Quale migliore soluzione, per realizzare questi obiettivi, che aderire ad una unione monetaria regionale? Non ancorata ad una delle moneta nazionali esistenti, obiettivamente tutte troppo deboli per fornire un ancoraggio di rango sovranazionale, ma magari all’SDR (Special Drawing Right, il diritto speciale di prelievo, ossia la valuta utilizzata dal Fondo Monetario Internazionale). Che ha il duplice vantaggio di non essere emesso sulla base dei capricci di una banca centrale nazionale e di essere molto più stabile del dollaro, in quanto moneta-paniere di cinque valute di rango internazionale (dollaro, euro, yuan, yen e sterlina).

Una volta svaniti i toni da motosega, funzionali ad acquisire il potere, Milei dovrà iniziare a governare con passi concreti e potrebbe comprendere come un’integrazione monetaria regionale sia funzionale al suo disegno di ricondurre l’economia argentina su un sentiero meno distante dalle principali economie mondiali. E potrebbe diventare un prezioso alleato per chi, pur politicamente molto distante come Lula, sogna un’America Latina maggiormente integrata. E di chi spera in un’Argentina finalmente libera dal cappio di un’inflazione senza fine, aiutandolo a coagulare i consensi politici senza i quali gli sarà impossibile governare.

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